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Il cofanetto che aspettavo da una vita.
Ci sono album che si ascoltano. E poi ci sono album che si vivono.
Per me Queen II appartiene alla seconda categoria. Da quando ho scoperto i Queen è
sempre stato il disco che più mi ha affascinata: misterioso, visionario, elegante, complesso.
Un album che, a ogni ascolto, continua a svelare qualcosa di nuovo. Per questo motivo
aspettavo un’edizione come questa da tantissimi anni.


Prima ancora di premere play, però, va detto: il packaging è semplicemente elegantissimo. Il
box con coperchio a sollevamento, il libro rilegato con le sue prime di copertina curatissime, i
quattro print delle foto di Mick Rock: tutto trasmette quella cura quasi sartoriale che ti fa
capire subito di avere tra le mani un oggetto pensato per durare, non un semplice
merchandising celebrativo.


Il cofanetto è ricchissimo. Al suo interno troviamo 5 CD, 2 vinili con il nuovo mix del 2026 e
uno splendido libro cartonato di 112 pagine, pieno di fotografie rare, documenti d’epoca,
appunti, testi manoscritti e ricordi di Brian May e Roger Taylor. È uno di quei libri che non si
sfogliano in fretta: ci si perde dentro, osservando ogni immagine e leggendo ogni dettaglio.
Il primo CD presenta il nuovo mix del 2026. Lo ammetto: ero curiosa ma anche un po’
timorosa. Queen II ha un equilibrio delicatissimo e temevo che venisse snaturato. Invece è
successo l’opposto. Il mix restituisce maggiore definizione senza perdere la magia
dell’originale. Le armonie vocali di Freddie sono ancora più avvolgenti, la Red Special di
Brian acquista una presenza incredibile e tanti piccoli particolari, prima nascosti, emergono
finalmente con chiarezza.




Ma il vero tesoro, almeno per me, è il secondo CD, dedicato alle Sessions. Entrare nel
laboratorio creativo dei Queen è un privilegio. Ascoltare demo, versioni embrionali, prove in
studio e sentire come un’idea prende forma fino a diventare un capolavoro è qualcosa che
emoziona profondamente. È come sbirciare dietro il sipario della loro creatività.
Anche il CD delle Backing Tracks è una sorpresa continua. Privato della voce, l’album
permette di concentrarsi sugli arrangiamenti, sulle chitarre orchestrali di Brian, sul basso
fantasioso di John e sulla batteria sempre creativa di Roger. Ci si rende conto ancora di più
di quanto fosse rivoluzionario questo disco nel 1974.

Le registrazioni della BBC e le esibizioni dal vivo completano il viaggio. Si ascolta una band
giovane, affamata, determinata a dimostrare il proprio valore. Sapere che gran parte di
queste canzoni venivano riprodotte sul palco con una fedeltà sorprendente fa capire quanto
fossero già straordinari come musicisti.
Una menzione speciale va anche al libro. Non è il classico volumetto allegato per fare
numero. È un vero documento storico, ricco di immagini e testimonianze che raccontano la
nascita dell’album e il momento in cui i Queen iniziarono davvero a costruire il loro universo
artistico.


Da fan di lunga data, questo cofanetto mi ha emozionata. Non solo perché raccoglie
materiale prezioso, ma perché restituisce finalmente a Queen II il posto che merita nella
storia della band. È il disco in cui Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon
iniziano davvero a parlare con una sola voce, dando vita a quel mondo fatto di fantasia,
teatralità, hard rock e raffinate armonie vocali che li renderà unici.
Il prezzo è certamente importante, ma dopo averlo esplorato posso dire una cosa con
convinzione: non ho avuto la sensazione di aver acquistato un semplice prodotto, bensì un
pezzo di storia dei Queen.
Resta solo un desiderio: poter ascoltare presto anche il mix Dolby Atmos in un’edizione
fisica. Se il remix stereo del 2026 ha già riportato alla luce dettagli rimasti nascosti per oltre
mezzo secolo, un Blu-ray Audio potrebbe rappresentare l’ultimo tassello per vivere Queen II
nella sua forma più immersiva.
Per chi ama davvero questo album, il Queen II Collector’s Edition non è soltanto un
cofanetto. È un’esperienza. È un viaggio dentro il momento esatto in cui quattro ragazzi
straordinariamente talentuosi smisero di essere una promettente rock band e iniziarono a
diventare una leggenda.

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