“Forse nel panorama della musica Rock c’è stato solamente un gruppo a far vivere forti emozioni e forti sensazioni a chi ascoltava le loro canzoni”: iniziava così, in Italia, un famoso documentario “The Queen Phenomenon: In the Lap of the Gods”.
Un documentario che tutti ricordiamo benissimo perché fu ideato per l’attesissima uscita dell’album postumo Made in Heaven, nel novembre 1995.

Made in Heaven che, con i suoi 20 milioni di dischi venduti nel mondo, è tuttora considerato l’album (raccolte escluse) più venduto dei Queen e soprattutto il preferito di Sir Brian May.
In questo articolo faremo un’attenta analisi del loro successo, il motivo per cui i Queen sono ancora così tanto amati dal pubblico, ma, soprattutto, perché sono ancora molto odiati da una buona fetta di amanti del rock, dove questi ultimi spesso hanno attaccato la band per essersi venduta al movimento della cultura pop.
Ultimamente Forbes ha inserito i Queen al terzo posto delle migliori band di sempre, Billboard al numero 5, mentre Rolling Stone, il celebre magazine statunitense per eccellenza e spesso molto critico verso i Queen, ha inserito la band al nr 52. Freddie Mercury, nella categoria cantanti, è stato inserito al nr 14, mentre Brian May, nella categoria chitarristi, al nr 39.
Addirittura Rolling Stone non ha mai inserito nella classifica un album dei Queen: in una classifica dei 500 migliori dischi di sempre, non c’è traccia di uno di essi; invece una delle canzoni più importanti di sempre, Bohemian Rhapsody, posizionata al nr 17.
Quindi, ad oggi, qual è il motivo di tanto successo? Come mai il biopic Bohemian Rhapsody, basato sulla vita di Freddie Mercury, è ancora il biopic più visto di sempre? Il musical We Will Rock You è uno dei più famosi? Planet rock, ultimamente, ha diramato una lista di 500 canzoni e decretato che Bohemian Rhapsody è la migliore canzone di sempre; dei Queen ci sono ben 18 canzoni, tra cui We are the Champions,We Will Rock You,Innuendo, The Show Must Go On, Another One bites the Dust, Radio Ga Ga.
Possiamo tranquillamente affermare che i Queen vantano un’elevata quantità di singoli di successo e meno di album, pur avendo in dote album come Queen II, A Night at the Opera, News of the World e Innuendo. Forse poco per essere considerati tra le migliori band di sempre? Spesso i loro album, pur riscuotendo un ottimo successo, ricevevano puntualmente l’aspra critica della stampa musicale.
Quindi, perché i Queen sono considerati tra le più grandi e influenti band di sempre? Io credo che lo siano principalmente per alcuni punti essenziali.
Il primo è l’immagine di Freddie Mercury, teatrale e carismatica.
Tra i punti di forza della band c’erano appunto le sue performance dal vivo. Mercury aveva anche una voce tra le più belle della musica, un’invidiabile estensione vocale con cui deliziava il pubblico con una naturalezza impressionante; la stessa Montserrat Caballé lo definiva una voce baritono.
Un altro punto di forza è il suono della Red Special di Brian May, chitarra che fu costruita dallo stesso insieme al padre.
Ancora da menzionare il singolo Bohemian Rhapsody, che nel 2025 ha compiuto 50 anni, canzoni tra le più belle di sempre e pluripremiata, che ormai è patrimonio culturale anche in America.
Il punto di forza, quello soprattutto poco sopportato dai critici, è l’incredibile quantità di singoli tuttora acclamatissimi. Il Greatest Hits, per esempio, è il loro album più venduto in assoluto, in Inghilterra. Canzoni che troviamo in spot, in raccolte, in TV, al cinema,nelle serie televisive, canzoni che hanno superato la prova del tempo. Under Pressure e Another One Bites the Dust hanno un giro di basso geniale, ideate dal “sottovalutato” bassista John Deacon, autore tra l’altro di I Want to Break Free che è stato uno dei più grandi successi degli anni ’80 della band. Sicuramente da citare Radio Ga Ga di Roger, Brian May con Save Me, We Will Rock You già citata, Fat Bottomed Girl , la strepitosa Who Wants to Live Forever ultimamente remixata per la serie evento Stranger Things, Now I’m Here. Mercury con Bohemian Rhapsody, Somebody to Love, Crazy Little Thing Called Love, Don’t Stop Me Now, We are The Champions, Crazy Little Thing Called Love, Killer Queen e altre ancora, tutte hit memorabili che fanno sì che, anche se alcuni album possono essere ritenuti trascurabili comeJazz , Hot Space (seppur all’avanguardia all’epoca e rivalutato in seguito) o The Works , la band sia tuttora molto amata in tutto il mondo, con buona pace di chi li odia o semplicemente non li apprezza.

Chi li odia e perché? Non perdonano il loro essersi “venduti” alla musica commerciale, soprattutto ad un orecchiabile pop, con testi frivoli, poco impegnati, musica barocca, pomposa e i canti multitraccia; odiati per i famosi inni da stadio e troppo autocelebrativi, per aver attinto nei primi dischi da generi già consolidati e non aver innovato nulla. In parte, queste persone hanno ragione, ma, non credo sia corretto sminuirli solo per questo; dovrebbero riconoscere il giusto collocamento della band nel mondo del rock e il posto dei Queen è, senza dubbio, tra le più grandi band di sempre.
Ora dirò quello che ha portato i Queen a livelli eccelsi, cioè definitivamente nell’Olimpo e a non essere secondi a nessuno: il Live Aid, questo evento benefico, è stato uno dei momenti più alti dei Queen (e dello stesso Live Aid) se non il più alto. Se Brian May, Roger Taylor e John Deacon diedero un grande contributo alla causa, un solo nome fece di più e fu Freddie Mercury! Nonostante il divieto del suo medico di esibirsi, Freddie quel giorno delizio’ il pubblico tenendolo in pugno con cori e inni, facendo letteralmente impazzire il pubblico di Wembley, dalla prima all’ultima fila. I Queen quel giorno trionfarono, Freddie si dimostro’ un frontman inarrivabile, coprendo anche alcuni errori della band durante le esecuzioni dei brani. Mentre molte band (Beatles, Pink Floyd o Led Zeppelin) hanno forse più album di qualità, i Queen nei live (oltre il Live Aid anche, ad esempio, Rock in Rio ’85) hanno la punta di diamante con un frontman ineguagliabile e la loro musica che unisce intere generazioni e popoli.


