follow us:

Freddie Mercury: non denota niente quel nome, è solo un nome e semplicemente ci serviva un nome. Ecco perché ci siamo chiamati Queen, puoi interpretarlo con molti significati come maestà per esempio ma in realtà non significa nulla di specifico.

Intendo dire che dopo un po’ di tempo, quasi ogni nome di band perde il suo significato. Quando crei un gruppo pop la cosa più importante che ricordi la gente è il nome. La gente ci diceva: ”Cosa significa Queen?”. Noi ovviamente ci speculavamo sopra, volevamo un nome che una volta sentino non avresti più scordato. Solo successivamente lavori come band e dai una rilevanza al nome.



Gerry Stickells: Di solito proviamo prima i concerti in America dove le strutture sono più grandi per montare tutte le attrezzature. E’ molto difficile realizzare i concerti in Europa perché gli ambienti sono piccoli, non puoi fare lo stesso quantità di cose. Di solito prima facciamo il tour in America e quando abbiamo preso dimestichezza con tutto andiamo in Europa e conosciamo i limiti delle nostre possibilità. Questa volta abbiamo fatto il contrario e questo rende uno show come quello dei Queen più difficile. Tra progettazione e prove ci sono voluti circa 6 mesi, si 6 mesi.

Noi gestiamo la maggior parte della progettazione, produzione, viaggi, hotel, staff, suono, luci e quando parte il tour io sono il Tour Manager. In tutto, a partire dai musicisti fino all’autista, siamo circa 40 persone che si muovono da una città all’altra. Quando siamo in America abbiamo più attrezzature ma non più persone. Lo staff in America è così qualificato che puoi supervisionare più strumentazioni con meno persone.

E’ difficile guadagnare molto, specialmente con uno show così grande come quello dei Queen. L’impegno è troppo vasto. La benzina, gli hotel, i viaggi sono più cari in Europa, per questo è molto difficile guadagnare tanto in Europa.

Perché i Queen hanno tanto successo?

Gerry Stickells: Sono una buona band dal vivo e fanno molti concerti e trovo sia importante. Per quanto concerne i loro dischi non ho una buona risposta, non ascolto tanto la musica rock.

Adesso è un grosso business mentre in quei tempi era più che altro un business da cowboy, sai. E oggi ci sono aziende specializzate per i camion, per l’ingegneria del suono, per le luci. E’ diventata un’industria la musica rock.

Freddie: l’abbiamo fatto nello studio dove… che film era?

Roger: Francis Ford Coppola, “Il Padrino”

Freddie: il cancello del Paradiso è stato fatto come in un grande studio cinematografico.

Brian: non so quanto costi una delle nostre luci. Sono state disegnate appositamente per noi, le chiamiamo UFO…. (la voce viene sfumata).

Freddie: noiosissimo se facessimo le stesse vecchie cose, è divertente provare cose nuove, se si ascolta il nostro nuovo album (Hot Space) ci sono molte cose nuove ma nonostante questo trovi dei rimandi alle vecchie canzoni. Puoi trovare cose dei nostri inizi.

Bohemian Rhapsody era 4 o 5 album fa. Da allora siamo cambiati, una canzone come “We Will Rock You” muove un passo in una direzione completamente nuova. O anche “Crazy Little Thing Called Love”o “Another One Bites the Dust”, stiamo sempre evolvendo, è il tipo di Gruppo che siamo.

Roger: abbiamo fatto tanti album ed è difficile fare la cosa giusta per tutti.




La  collaborazione con David Bowie è stata un’idea sua o vostra?

Freddie : è stata un po’ come una jam session, succede in modo piuttosto spontaneo.

Eravamo in Svizzera per registrare, se l’avessimo pianificato non sarebbe successo niente, non sono cose se si possono prevedere in anticipo. E’ stato molto facile. Un giorno è venuto nel nostro studio ed ha ascoltato i nostri nuovi pezzi. Siamo andati a mangiare e ci siamo detti “Perché non andiamo nello studio e vediamo cosa succede?”. Così l’abbiamo fatto il giorno dopo, ecco come tutto è iniziato. In realtà quando abbiamo iniziato era molto tardi. Prima abbiamo suonato per divertimento alcune vecchie canzoni. Poi ne abbiamo iniziata una nuova. L’abbiamo riascoltata il giorno dopo e ci siamo detti “E’ davvero buona, finiamola!”.

Vi interesserà sapere che il nostro disco “Under Pressure” è secondo in classifica in Argentina questa settimana. Ed è un parallelo interessante a causa del conflitto delle Falkland ma ovviamente non possiamo porre fine al conflitto. Se ci fosse l’opportunità lo faremmo ma non credo ci sia per noi musicisti. Noi come Queen non abbiamo mai voluto essere un Gruppo politico ma devo dire che siamo stati in Argentina, abbiamo fatto un tour ed il pubblico era incredibile. Penso sia un peccato per il nostro paese che sia successa questa guerra delle Falkland. Può sembrare una scusa ma noi siamo molto lontani da questa realtà, non ha nulla a che fare con noi musicisti ma se ci chiedono un parere dico che è un peccato che ci sia una guerra fra questi due paesi. Se la nostra musica può esprimere qualcosa è pace. Siamo contro la guerra. La nostra musica è una via di fuga, vogliamo solo che la gente sia felice. Le Falkland non sono un nostro problema. In qualche modo dico che è strano che comprino i nostri dischi essendo in guerra con l’Inghilterra.

How to whitelist website on AdBlocker?